domenica 8 gennaio 2012

1846. L´VIII Congresso degli Scienziati a Genova nei documenti dell´Istituto Mazziniano

L´ottavo Congresso degli Scienziati tenutosi dal 14 al 29 settembre a Genova,”un´antica Città italiana, che vagamente sorride al mare...”, ospitò scienziati, uomini illustri e non solo, convenuti nella Superba per discutere di progresso nazionale, fratellanza, amor patrio, indipendenza e unità d´Italia, nonché del papa Pio IX; si inneggiava alle sue riforme, che sembravano poter dare un po´ di respiro alla democrazia del paese, anche se poi - come sappiamo - non fu così.


A partire dalla primo Congresso, tenutosi a Pisa nel 1839, in ognuna di queste adunanze serpeggiava tra l´altro anche qualcosa di vagamente cospiratore e, forse, non sempre attinente al tema del Congresso, spesse volte velatamente nascosto in allusioni e metafore, tanto da indurre il re Carlo Alberto, che pure aveva autorizzato il Congresso, a mettere sull´avviso il Marchese Antonio Brignole Sale, Presidente dello stesso, con queste parole: “Badate che questi pretesi scienziati sono gente da tenere a freno.” E infatti al Congresso parteciparono anche elementi già compromessi nei moti del 1821 o del ´30-´31, quali Lorenzo Pareto, Massimiliano Spinola, Giacomo Balbi Piovera e molti altri, che si proponevano, oltre che discutere di materie scientifiche, di “esaltare l´unità morale della penisola” - come disse il Codignola - e con ogni probabilità incitare alla cacciata dello straniero ricordando più volte il glorioso episodio genovese del Balilla del 1746.

Tutto ciò è descritto nei documenti dell´Istituto Mazziniano, dai manifesti alle lettere autografe e alle stampe, a partire proprio dal manifesto recante il discorso del 10 dicembre 1845 del Presidente Generale del Congresso, Antonio Brignole Sale, nel quale si precisava che avrebbero potuto partecipare al Congresso “tutti gli Italiani ascritti alle principali Accademie o Società Scientifiche istituite per l´avanzamento delle Scienze Fisiche e Matematiche, i Direttori degli alti Studii, o di Stabilimenti Scientifici dei varii Stati d´Italia, e gl´Impiegati superiori nei Corpi del Genio, e dell´Artiglieria. Gli esteri compresi nelle Categorie precedenti saranno pure ammessi alla Riunione.”

In occasione del Congresso degli Scienziati venne organizzata un´esposizione di prodotti agricoli e manufatti artigianali e industriali, venne allestita un´esposizione d´arte e fu possibile visitare gratuitamente pubblici stabilimenti, la cui lista è contenuta in una lettera del 16 luglio 1846 dell´Intendente Avv. Giovanni Cristoforo Gandolfi indirizzata ai Sindaci di Genova; nei giorni del congresso fu anche posta la prima pietra al Monumento a Cristoforo Colombo - inaugurato però solo nel 1862- avvenimento a proposito del quale presso l´Istituto Mazziniano è conservata una lettera di Lorenzo Costa del 25 settembre 1846, nella quale si ringraziavano i Decurioni per il dono di una medaglia “in rimunerazione della dedica alla città del poema Il Colombo”.

Nel tentativo, solo in parte riuscito, di non far emergere i fini reali delle adunanze e di accattivarsi il favore delle autorità, nel discorso tenuto il 16 settembre da Carlo Luciano Bonaparte, principe di Canino, veniva ribadito il desiderio di “recare a´ piedi del trono di Sua Santità l´omaggio di devoto affetto e riconoscenza con che il Congresso rendeva grazie alla generosa protezione di Pio IX”, e a quest´ultimo erano rivolti “ringraziamenti di devozione e d´amore”.